I am CAPARRINI MATTEO

Mio nonno Danilo Caparrini ha iniziato a tagliare la pelle più o meno nel 1932 per poi, ancora giovane, alcuni anni dopo concepire sul bischetto le sue prime scarpe. Era l’immediato dopoguerra, dove tutto doveva essere ricostruito a partire dalla sua casa, distrutta dai bombardamenti. Tutto poteva essere pensato e reinventato.
In quel periodo certamente la scarpa era un bene primario, tanto da essere utilizzata anche come merce di scambio, con generi di primo consumo. Un oggetto praticamente UNICO, perché ben pochi potevano permettersene più di un paio e quel paio doveva durare, pur essendo indossato ogni giorno.
Tutto questo succedeva in una cantina, nel piccolo borgo medievale di Malmantile, sulle colline toscane, a pochi chilometri da Firenze.
Da qui il nome che ho voluto dare a “Le Village”, cioè “Le” scarpe nate in un “Villaggio”.  Il logo, un punto dal quale si diramano dei cerchi concentrici, simboleggia l’interazione del singolo col mondo esterno in continua espansione.
La tradizione di Danilo è stata raccolta da suo figlio Francesco Caparrini, ovvero mio padre che esattamente alla stessa età di mio nonno, ha iniziato a produrre calzature, mantenendone l’artigianalità.
Come loro due, sono cresciuto in mezzo al rumore del martello, all’odore di pelle e cuoio, di mastice e delle creme di rifinitura. Anche io affascinato da quel mondo: dal forò all’aggiunteria, passando dalla cambratura del contrafforte fino al montaggio attraverso la forma, la tomaia, la soletta e le semenze.
Di mio nonno e poi mio padre, ho mantenuto la stessa lavorazione fatta a mano e l’attenta e scrupolosa ricerca di materie prime di altissimo livello, che rappresentano da sempre la qualità del Made in Italy ed il mito tramandato dell’ HANDMADE .
Ideando NON SOLO UNA SNEAKER ma bensì la scarpa che ha fatto la storia dell’artigianato italiano, ricostruita e rivisitata in ottica moderna: l’eleganza senza tempo abbinata alla struttura della suola in gomma tipica delle sneakers, delle quali acquista  la comodità.
A muovermi è stata però una nuova ispirazione, quella di rendere la sneaker un’ esperienza personale, dando la possibilità a chiunque di dar vita ad una scarpa che vada al passo con la propria anima.

Io sono Caparrini Matteo.

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